Fatti e disfatti quotidiani

Petulancia Incontinente

Non sei simpatico e se ti sforzi, fai peggio.Se intorno a voi esiste almeno una persona che quando incrocia il vostro cammino vi ispira tali parole, allora potrete capire quanto sta per srotolarsi dalla mia tastiera.
Ora, la vita quotidiana è già dura cosi: la trentennità “da non sei carne ma neppure pesce”, la vita di provincia che ti comprime, l’insostenibile pesantezza dell’essere pendolare e poi…La mattina approdi al tuo luogo di patimento, pronto ad affrontare un’altra giornata marrone, quasi sicuramente aggravata dalla presenza della razza peggiore al mondo (a parimerito con pdb e vulvas aurea): il petulante che si crede simpatico (a volte tutto convoglia nello stesso becero essere).
E’ una specie che andrebbe bandita perchè è nociva per le coronarie almeno quanto il fumo, colui che è affetto da petulancia incontinente gravita come un parassita nella giornata lavorativa di molti di noi, spesso si cerca di evitarlo magari rifugiandosi dietro i monitor ma lui no…viene a stanarti ovunque perchè non accetta di essere un outsider.
Spesso umile schiavo dei piani alti e valido strumento perchè striscia bene ai piedi del potere, il petulante incontinente è vittima di quel suo piccolo chicco di melograno ospitato dalla sua scatola cranica, che non gli permette di guardare più in la del suo naso.
Ha la necessità di etichettare tutti, perchè in fondo si tratta di un provincialotto e definire bene il prossimo ti aiuta a vivere meglio e a difenderti dai costanti pericoli che un diverso può dare…Amante dei soliti luoghi comuni al fine di intavolare una conversazione, spesso elemosina un briciolo di attenzione da parte del prossimo, farebbe di tutto affinchè qualcuno gli rivolgesse la parola, arriva persino ad intromettersi in conversazioni tenute da lontani compagni di scrivania del quali non ricorda neanche il nome.
Ha un udito sopraffino, si muove con lentezza propagando un odore misto tra un copertone bruciato e un adolescente post partita di calcetto e scruta…scruta l’orizzonte in attesa di incrociare lo sguardo di qualcuno e potergli rivolgere la parola con quella vocina fastidiosa, esprimendo tutta la sua grevità con le prime due sillabe che gli escono dalla bocca e ridendo più sguaiatamente che può, in modo da far partecipare tutti alla sua ilarità.
Non sono ancora stati trovati antidoti in merito, si accettano suggerimenti, il più geniale è fingere di essere dei gufi impagliati…ma no lui parlerebbe anche con quelli petulandovi tutti..

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2 Comments

  • Reply rora 14 Giugno 2011 at 10:47

    lol 😀 sono io!!!

  • Reply sarah 3 Ottobre 2011 at 14:39

    Ahahahah! Accidenti se ne conosco di gente così! Per fortuna si riconosce… a naso!

    😛

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