Non solo versi

Ode al vino – P. Neruda

Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, liscio
come una spada d’oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.

A volte
ti nutri di ricordi
mortali,
sulla tua onda
andiamo di tomba in tomba,
tagliapietre del sepolcro gelato,
e piangiamo
lacrime passeggere,
ma
il tuo bel
vestito di primavera
è diverso,
il cuore monta ai rami,
il vento muove il giorno,
nulla rimane
nella tua anima immobile.
Il vino
muove la primavera,
cresce come una pianta di allegria,
cadono muri,
rocce,
si chiudono gli abissi,
nasce il canto.
Oh, tu, caraffa di vino, nel deserto
con la bella che amo,
disse il vecchio poeta.
Che la brocca di vino
al bacio dell’amore aggiunga il suo bacio

Amor mio, d’improvviso
il tuo fianco
è la curva colma
della coppa
il tuo petto è il grappolo,
la luce dell’alcol la tua chioma,
le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.

Ma non soltanto amore,
bacio bruciante
e cuore bruciato,
tu sei, vino di vita,
ma
amiciziadegli esseri, trasparenza,
coro di disciplina,
abbondanza di fiori.
Amo sulla tavola,
quando si conversa,
la luce di una bottiglia
di intelligente vino.
Lo bevano;
ricordino in ogni
goccia d’oro
o coppa di topazio
o cucchiaio di porpora
che l’autunno lavorò
fino a riempire di vino le anfore,
e impari l’uomo oscuro,
nel cerimoniale del suo lavoro,
e ricordare la terra e i suoi doveri,
a diffondere il cantico del frutto.

Non solo versi

Tratto da “Ossi di Seppia” – Montale

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Non solo versi

Hagakure, Yamamoto Tsunetomo

C’è una cosa chiamata “atteggiamento sotto l’acquazzone”. Quando scoppia all’improvviso un temporale, uno può, per cercare di non bagnarsi, spiccare una gran corsa per andare a cercare riparo sotto qualche tettoia nei pressi: senonché uno s’inzuppa lo stesso. Se, invece, fin dall’inizio si è mentalmente predisposti a bagnarsi, non ci si sentirà minimamente sconfitti, quando ciò effettivamente avviene. Un tale atteggiamento è vantaggioso in qualsiasi circostanza.

Non solo versi

“Senza di te tornavo, come ebbro”

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d’esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c’è solo l’ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest’angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

P. Pasolini

Non solo versi

tratto da ” Il ritratto di Dorian Gray” – Oscar Wilde

«Il corpo pecca, ma una volta che ha peccato ha superato la sua colpa perché l’azione è una forma di purificazione: nulla più rimane se non il ricordo di un piacere o la voluttà di un rimpianto. L’unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge [...].
Nello spirito e solo nello spirito hanno sede anche i grandi peccati dell’umanità».

Non solo versi

Il decalogo dell’ippopotamo felice – Stefano Benni

 
Sii come l’ippopotamo
Sii come l’ippopotamo che è felice nel sole e altrettanto felice nel fango
Sii come l’ippopotamo che non si capisce mai se è in acqua o fuori
Sii come l’ippopotamo che quando la luna è una grande camelia canta all’ippopotama la sua canzone d’amore senza preoccuparsi se la sua voce è sgraziata e dagli alberi piove giù di tutto
Sii come due ippopotami che si baciano sullo sfondo dell’orizzonte e la loro ombra sembra un grande pavesino
Sii come l’ippopotamo che dopo aver a lungo ippocopulato non chiede all’ippopotama “mi ami?” perché è ovvio che con un ippopotamo si può andare solo per amore
Sii come l’ippopotamo sempre educato al bar, nelle file per i documenti e in treno, sii come l’ippopotamo educato che fa i suoi bisogni appartato
Sii come l’ippopotamo che quando pesta una merda di ippopotamo fa finta di niente e dice “qu’est-ce que c’est ça?”
Sii come l’ippopotamo che quando sente sopraggiungere la fine saluta il branco e corre nella valle del cimitero degli ippopotami morenti, dove un’ultima volta si beve si mangia e si scopa senza più alcun ritegno e vergogna e alla fine della festa muore solo un ippopotamo e si scopre che tutti gli altri erano degli infiltrati, sanissimi
Sii come l’ippopotamo che muore col sorriso sulle labbra e subito il grande Potamanka il muscoloso dio alato lo raccolse tra le braccia e lo portò in cielo ove sono nuvole e fiori meravigliosi e acqua tersa, e l’ippopotamo deluso disse “non si potrebbe avere una bella palude merdosa?” e Potamanka adirato lo lanciò a terra, e l’ippopotamo cadde e ove cadde creò il sacro cratere del lago Ngoro-Ngoro e l’ippopotamo perforò la pelle rugosa del mondo e precipitò nell’inferno ove vive felice attuffato nella merda con gli amici e quando si sposta causa i terremoti e quando nuota provoca i geyser e mostra a tutti la sua semplice verità: e cioè che il paradiso è ovunque tu ti senti in paradiso.

Non solo versi

“Non chiederci parola che squadri da ogni lato”

Finalmente ho avuto occasione di partecipare al mio pride, una festa per tutti…e a chi mi chiede cosa c’entro con questo tipo di manifestazioni rispondo: fino a quando mi verranno poste domande aberranti come queste, fino a quando ci sarà gente che viene picchiata o uccisa per la sua “non omologazione” e fino a quando ci sono quei parassiti degli ecclesiastici che si oppongono a certi diritti universali, io continuerò a scendere in piazza!!!

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Benvenuti

Un’impronta che sia un solco, questo è quello che si propone di lasciare questo blog.
Presuntuoso? Azzardato? Si può darsi, ma questo sarà uno spazio caratterizzato da più porte su mondi diversi, su strade intraprese e strade in incognito, ancora da scoprire.

Il piano: impressionare le squame del quotidiano,
il metodo: postare pensieri, foto opere e parole…
Pilota: la sottoscritta ;-)
Copilota: chiunque voglia esprimersi e fermarsi un pò in questo porticciolo…

Itinerario: sconosciuto, così come la destinazione finale.