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Non solo versi

Fatti e disfatti quotidiani, Non solo versi

Ballata del sonno stropicciato

Ti copro col mio manto,
Mi insinuo tra le dita
Nel buio di una notte al sapore di pensieri…
Ti solletico i talloni pizzicando le tue tempie
Ti giri e rigiri  tra le pieghe di una giornata
Che ancora ti sbuffa sulla nuca
Mentre la tua testa spinge verso
L’altrove,
Quell’altrove che ti centrifuga
Dove sei stata un’altra
Con guance distese e occhi scintillanti

Sono l’insonnia,
Al sapore di bile
Sono l’insonnia,
Retrogusto un pò amaro di una giornata al veleno
Solo io so ricordarti dove sei e dove vorresti essere.
Sono io che ti sussurro nell’orecchio
senza poter mentire mai.

E se decido di abbandonarti per un attimo
mentre la pace per un attimo ti sfiora e chiude i tuoi occhi di  piombo
Una voce “Fabi, hai qualcosa da mettere in lavatrice?”.
Tua madre, caterpillar in una cristalleria,
Cesoia delle ali di un Morfeo beffardo
Che di te si è ormai scordato.
Sei, dove non dovresti essere.

Sono l’insonnia,
Al sapore di bile
Sono l’insonnia,
Retrogusto un pò amaro di una giornata al veleno
Solo io so ricordarti dove sei e dove vorresti essere.
Sono io che ti sussurro nell’orecchio
senza poter mentire mai.

Non solo versi

Respiro

Trovarsi a respirare l’aria di vetro di un mattino che sembrava non dover arrivare mai.

Respiro.

Il petto si espande, tanto da impigliarsi nelle lunghe unghie di un passato sconosciuto.

Sento raschiare  il fiato che alimentava il mio

Respiro

Fiato invischiato nel moto di una danza di piombo che intreccia mani e piedi di un cammino

Tra case e colli che forse non esistono.

Stanno solo nella mia testa.

 

Non solo versi

L’Albero è in Disarmo – P. Smith

Giacevamo nell’erba maledetta priva di magia,
tracciando la nostra disintegrazione nel cielo cinetico.
Toccai il tuo braccio e la carne cadde via,
e le mie mani non erano più vuote.
La nostra montagna è fatta di terra insanguinata,
quando umida una cosa d’argilla si contorce.
Se tu respiri nella sua bocca volerà
sopra le torri moresche, nel blu.
La Pinta è un veliero con cui naviga solitario,
che convoglia la mente una volta ingannata.
Toccai la tu aanca, l’osso cadde via
e il mare non era più vuoto.
Noi amiamo, però reclamiamo le nostre scure vele,
rimpinzando la pancia di un cane rosso.

 

Non solo versi

Briciole Fluide

Ho sfamato la curiosità
con ogni morso stretto al mio appetito
Nello stomaco ho sparso
le briciole del mio vuoto
trattenendole come granelli tra le dita
mentre
la marea porta lontano sogni nascosti
e alimenta la sete con il suo sale sulle ossa

 

 

Non solo versi

Una lama a quattro punte

Più volte ho cinto il capo con una corona chiamata Amore.
Più volte ho stretto i miei capelli tra le 4 punte di
Eros Anteros Himeros e Pothos.
Infinite volte ho sfregiato la mia pelle con la lama di queste punte
Ho schiacciato le vertebre del mio collo
sotto un peso solo da me avvertito e che non mi impediva di erigere il capo e lo sguardo
verso un orizzonte che da chiaro è diventato vapore,
ciò che resta di un affetto sfiammato troppo presto tradotto dalla parola privazione.
Troppe volte ho appoggiato le mie mani sulla corona, impugnandone le maglie e rimanendone incastrata.
Sentendomi leggera sotto il peso di un’utopia, portando i piedi ad affondare,
abdicando a favore di viscida sabbia sporcata di realtà.

Non solo versi

Il giullare con la corona

 

 

Il giullare con la corona
attira la mia attenzione per la coda,
tinge l’estate di un sapore sconosciuto
e punge di miele le guance.

Il giullare con la corona
ha lo sguardo lontanto lontano,
riemerge dalla sua solitudine
per inseguire un probabile amore;

quando ride lo fa con ogni centimetro
di pelle,
quando ti scruta, lo fa con l’animo di chi è già caduto ed è stato sommerso.

Mi aspetta, e tra le pieghe della sua voce mi chiede di
sostare per un pò nella sua vita.
Lui è l’aria che scompiglia i capelli, il profumo nuovo che incuriosisce,
il suono che attira lo sguardo verso una nuova direzione.

E ora che sono a chilometri di distanza
il vento bisbiglia il suo nome in un orecchio
e accarezza ruvidamente la pelle.

Non solo versi

Sottopelle

 

Striscia sottopelle
come fluido proibito,
ghiaccia ciò che tocca
e paralizza gli arti.
Si siede sul petto
e ne spezza il respiro,
parola proibita
che nessuno vuole udire.

Briciole sotto il tappeto di
un lungo corridoio
stretto da pareti che
hanno visto tutto
ma continuano a tacere.
Freddi pilastri di un ricordo a cui tappare la bocca

Non solo versi

Alicante

Una naranja sobre la mesa
Tu vestido sobre la alfombra
Y tú en mi cama
Dulce presente del presente
Frescura de la noche
Calor de la vida

 

Une orange sur la table
Ta robe sur le tapis
Et toi dans mon lit
Doux présent du présent
Fraîcheur de la nuit
Chaleur de ma vie.

Jacques Prévert

 

 

 

Non solo versi

Non sto pensando a niente – Fernando Pessoa

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.

Che bello, non sto pensando a niente!

Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente…