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Finger Feelings

Finger Feelings

Shadows of the past

Ore 2.20, occhi sbarrati, incollati al soffitto, un aereo da prendere tra circa 4 ore.
Destinazione: ignoto, o forse riconoscibile ennesimo colpo di testa. Un respiro e di nuovo mille torsioni tra le lenzuola. Niente da fare.

Un mese fa l’incontro, inaspettato e fatale. Occhi, labbra, un bacio e da li niente più come prima, lasciando indietro storie “solide”, infischiandosene di ciò che il senso comune definisce morale o amorale, e senza paura di quel “lost in translation” che viene colmato dai 5 sensi e dall’impressione di conoscersi da secoli.
Nel frattempo chilometri di distanza riempiti dalla velocità di pagine bianche macchiate di storie, pezzi di vita immagini e suoni.
30 anni e mille domande, gli anni di “gesso”.  Anni che dovrebbero essere solidificati da rapporti con un “traguardo”comune, cosparsi invece da esperienze meteora la cui unica meta è stata il mordi e fuggi a quei vorrei ma non posso, a quei “non sono pronta”.
Partenza, pista di atterraggio lastricata da morsi allo stomaco, attese e l’agognato ritrovo. “Sei davvero tu?” “Si, en piel y hueso”.
24 ore, questo il tempo concesso,il denso sapore del tempo che sfugge al suono di due corpi che si scoprono, pori tesi al perseguimento del piacere comune, un morso di pelle che non conosco ma che riconosco… e poi mani, occhi, labbra, gambe…
Il tempo di un arrivederci al sorso di un “sei pronto a cominciare questo viaggio? A lasciarti tutto alle spalle?”. Il tempo di un abbraccio e della rincorsa verso un nuovo noi, che prende forma da luoghi che ancora non esistono e che aborrano i luoghi comuni.