Monthly Archives

maggio 2013

Fatti e disfatti quotidiani

La mia non vita amorosa.Parte Prima. Dalla pozzanghera esistenziale all’epoca dorata.

kristopher-roller-188180-unsplash

E’ un po’ di tempo che non scrivo, c’è la diffusa convinzione che si scriva molto di più solo nei momenti di acuta sofferenza. Tuttavia non vorrei che vi foste fatti l’assurda convinzione che la mia vita sia magicamente migliorata. Io e i miei pochi neuroni, siamo qui riuniti oggi per affrontare l’annosa questione della mia non vita amorosa, del resto vi ho già parlato delle mie tette, perché non affrontare anche questo argomento senza speranza. Il 2013, sebbene sia solo a metà, è stato lucidato da varie sfumature, sono rapidamente passata dalla luccicante nota di colore di persona non single ma piegata dal peso di una relazione a distanza a quel marrone verdino acido della pozzanghera esistenziale in cui anneghi quando senti dire le seguenti parole “non sono pronto per una relazione” e per di più ti accorgi che stanno parlando con te. Andrebbe tutto bene se tali parole arrivassero dal ricciolino dalle creste iliache interessanti (il cui nome di certo inizia per F ma del quale però al momento ti sfugge il seguito), alle 3 del mattino dopo che ti ha appena fatto una bella pulizia dei denti con analisi del tessuto epiteliale annessa. No. La doccia fredda ti arriva da lui. Da quello che era l’amore con la A maiuscola. El novio. Quello per cui avresti ucciso e forse lo faresti ancora. L’amore, quello maturo dei tuoi trent’anni, grazie al quale hai scoperto di avere un’apertura mentale che supera check in e metal detector, ex mogli e figli con la stessa disinvoltura con cui Chunk fece amicizia con Slot. Parole a cascata ti cadono sulla testa, la delicata manina dell’amore delli mortacci tua tira la catena, e parole a cascata ti cadono addosso, ma l’effetto non è poi tanto sexy quanto Jennifer Beals nei panni di Alex di Flashdance. Più che altro hanno la stessa grazie di una tubatura che si rompe al tuo passaggio sotto il ponte della stazione.
Amare è un po’ crepare, questo lo sappiamo, ed è così che con le pive nel sacco te ne torni nel tuo paesello di mediocrità, ricominci la tua vita, ti lagni con le amiche e segui il flusso degli eventi. Fino a quando un giorno, decidi di uscire dalla dimensione flanellata che ha incartapecorito i tuoi week end ed esci. Esci e scopri che piaci, che la gente ti guarda e non perché sembri passata dalla galleria del vento. Ti guarda perché piaci. Ci sarebbe una precisazione da fare, il primo giro di approcci vede sempre protagonisti i morti di figa che non la vedono dalla nascita, pertanto sappiate che nella vostra scollatura loro già vedono un invito a tuffarsi in un mare di banalità da dire, da fare e da pensare. Voi non scoraggiatevi. Avete presente quando vi scottate e vi penzolano lembi di pelle dalle parti più impensate del corpo? Ebbene gli mdf sono solo i lembi da scrostare. Voi aspettate pazienti il secondo giro, quello in cui si avvicina il tizio che avevate già notato all’ingresso, quello che si, lo avete visto voi ma la prima mossa la fa lui. Vi sembrerà di trovarvi nel video di It’s raining man, ma la Geri Halliwell sarete voi. Non stupitevi se vi capiteranno situazioni esilaranti, che vi vedranno protagoniste delle attenzioni di un audace cameriere, che impavido e senza chiedersi chi sia il vostro accompagnatore, vi si struscerà come un gatto in piene fusa, con abile gesta vi riempirà di vino e con un triplo salto carpiato riuscirà a portarsi via il vostro numero di telefono (che voi sapientemente gli avrete lanciato stile occhi di gatto, mica siete le Lucia Mondella della situazione, che diamine, andiamo incontro a sta lussuria, ehm fortuna). E’ cominciata l’epoca dorata, la fenice riemerge dalle ceneri e siete un po’ come il velcro delle scarpe che si chiudono a strappo, l’unica cosa è che ci sono tanti piedi che vi si vogliono infilare … Gioite, luccicate e ponderate signore…