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gennaio 2012

Intro - ispezione

Alla mia veneranda età dovrei aver capito che:

– Non tutto è oro quello che luccica, ma quando ci credi e sei convinto se porti a casa un pezzo di latta non ci badi neppure.
– Non si cominciano le diete se si è depressi.
– Il tuo grugno è riflettente, se cominci così la mattina, ti sembrerà che tutti in qualche modo abbiano qualcosa contro di te.
– Se cominci a dimagrire lo fai sempre dalla parte sbagliata, dall’alto verso il basso.
– Mariti e buoi non tra i colleghi tuoi.
– Regola numero 1: bisogna lasciare stare i musicisti.
– Regola numero 2:bisogna lasciare stare chi è reduce da una delusione cocente e recente.
– Regola numero 3:bisogna lasciar stare i più giovani.
– Regola numero 4: bisogna lasciar stare quelli in stand-by con la moglie.
_ Regola numero 5: bisogna lasciar stare quelli che sembrano troppo buoni.
– Regola numero 6: bisogna lasciare stare quelli che sembrano troppo stronzi (poi guarda caso quella è l’unica volta in cui il tuo sesto senso non ti frega).
– Regola numero 7: ripensarci un attimo sulla regola numero 3…quelli troppo giovani no, oppure quelli troppo giovani…perchè no? Oppure, definire il troppo giovane.
– Quelli che sono stitici nei baci, usano la mezza lingua fredda e non aprono troppo la bocca per paura di prendere freddo alle gengive, difficilmente varranno su fronti più approfonditi.
– Mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi, ma i pensieri, quelli si che li puoi rimandare a pedate e farli rotolare a qualche giorno più in là.

-Se fossi una stragnocca sarebbe tutto più facile. Oppure no.
– Chi ben comincia è già a metà dell’opera ma se cominci con una patina di rassegnazione, tutto quello che arriva di inaspettato sarà un pò come un regalo azzeccato uscito dall’uovo di pasqua.
– La tec NO logia aiuta ad imboscarsi meglio.
– Le minestre riscaldate non solo sono insipide ma restano sullo stomaco anche a chi non le ingurgita.
– Essere la boccata d’aria di qualcuno non impedisce a te di soffocare.
– I super eroi sono sempre impegnati quando ti servono.
– Devo smettere di fare la bisbetica.
– Non sono capace di non contraddirmi.
– Chi troppo vuole nulla stringe.
– Quando non c’e trippa per gatti, bisogna lasciar perdere che non è vero che chi la dura la vince, in questi casi che la dura perde orgoglio e dignità.
– Sarebbe ora di cercare un impiego più redditizio, così finalmente si può abbandonare il tetto materno.
– Se vuoi fare i colpi di testa falli, ma parti senza aspettative.
– E smettila di molestare quel tuo collega là, che poi come al solito gli porti culo e si fidanza con un’altra…
– Quando vai in palestra evita di guardare gli specchi, evita di guardare gli specchi e poi guardare le supergnocche che ti circondano…se ti viene voglia di guardare gli specchi, piuttosto guarda i lobotomizzati in sala attrezzi.
– Se la Natura di avesse voluto alta, ti avrebbe reimpastata e tolto un pò di bonroll dai glutei.
– La fiamma che brucia da entrambe i lati si consuma troppo in fretta.
– Tutti dicono “I love you”, il problema è crederci, ricordarlo e…
– Parla un pò meno dei fatti tuoi.
– Non parlare mai dei fatti tuoi a tua madre.
– Vai a dormire presto invece di perdere tempo davanti al pc a scrivere di quisquiglie e pinzillacchere.

Incidere con la luce, Senza categoria

Francesca Woodman – on being an angel

Francesca Woodman (Denver, 3 aprile 1958 – New York, 19 gennaio 1981) è stata una fotografa statunitense.

Fu, nonostante una vita piuttosto breve, un’artista fotografica influente e importante per gli ultimi decenni del XX secolo.

Appariva in molte delle proprie fotografie e il suo lavoro si concentrava soprattutto sul suo corpo e su ciò che lo circondava, riuscendo spesso a fonderli insieme con abilità. La Woodman usava in gran parte esposizioni lunghe o la doppia esposizione, in modo da poter partecipare attivamente all’impressionamento della pellicola.

 

“Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l’amore
marcisce sul morto tronco dell’illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell’ombra, incerto

cuore.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ho dei parametri e a questo punto la mia vita è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza di caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate”.

 

Citando qui e là..., Senza categoria

tratto da “Soffocare” – Chuck Palahaniuk

“…Le dipendenze, disse, sono solo uno dei tanti modi per curare lo stesso problema.
Le droghe, la bulimia, l’alcol, il sesso sono solo strumenti per trovare un pò di pace.
Per sfuggire a ciò che conosciamo. A quello che ci insegnano. Al nostro boccone di mela.
Il linguaggio, disse, altro non è che il nostro personale modo di spiegare lo splendore e la meraviglia del mondo. Per decostruirlo. Liquidarlo. Diceva che la gente non è in grado di reggere la vera bellezza del mondo. Il fatto che non possa essere spiegata o compresa.”

Non solo versi

L’Albero è in Disarmo – P. Smith

Giacevamo nell’erba maledetta priva di magia,
tracciando la nostra disintegrazione nel cielo cinetico.
Toccai il tuo braccio e la carne cadde via,
e le mie mani non erano più vuote.
La nostra montagna è fatta di terra insanguinata,
quando umida una cosa d’argilla si contorce.
Se tu respiri nella sua bocca volerà
sopra le torri moresche, nel blu.
La Pinta è un veliero con cui naviga solitario,
che convoglia la mente una volta ingannata.
Toccai la tu aanca, l’osso cadde via
e il mare non era più vuoto.
Noi amiamo, però reclamiamo le nostre scure vele,
rimpinzando la pancia di un cane rosso.

 

Non solo versi

Briciole Fluide

Ho sfamato la curiosità
con ogni morso stretto al mio appetito
Nello stomaco ho sparso
le briciole del mio vuoto
trattenendole come granelli tra le dita
mentre
la marea porta lontano sogni nascosti
e alimenta la sete con il suo sale sulle ossa

 

 

Citando qui e là...

Tratto da Montedidio – Erri De Luca

“Ho visto che in italiano esistono due parole, sonno e sogno, dove il napoletano ne porta una sola, suonno. Per noi è la stessa cosa.”

“L’italiano è una lingua senza saliva, il napoletano invece tiene uno sputo in bocca e fa attaccare bene le parole. Attaccata con lo sputo: per una suola di scarpa non va bene, ma per il dialetto è una buona colla”